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ANTOLOGIA CRITICA DI GIACOMO BERGOMI

BERGOMI E IL MIRACOLO DELLE ARISTOCRATICHE MODESTIE

Mai mi è capitato di stendere la critica su di un artista, che coinvolgesse una essenzialità tanto ridotta di parole, come con GIACOMO BERGOMI.
E sono certo, che anche Lui avrebbe voluto ciò.
Chiamarla volontà (dato che egli non è più fra noi, sarebbe fin troppo facile eludere tale suo intendimento), è riconoscergli il carattere radicalmente onesto che possedeva, in pittura al pari che nella vita.
Definirlo un suo diritto sacrosanto, significa invece rispettare oggi i temi di morale e di pensiero, che per lo stesso erano motore, oltre che carburante per muoverlo. Intendo cioè, quel deposito (intatto e profetico) di valori, che Giacomo non avrebbe mai rinnegato, forte del verdetto di veridicità che la Sua Arte gli garantiva.
Quando ho conosciuto i componenti della sua Famiglia, mi si è squarciato il velo che frenava le ultime sensazioni: essi sono il suo "specchio ideologico", naturale e cristallino come le pennellate del Maestro. Sono così, perché la loro spontaneità di comportamenti è cresciuta assieme a Bergomi, con la genuinità di un'erba che si rafforza, se acqua, luce e sostanze, la alimentano nelle anse di un ambiente ideale.
Il tutto è maturato (ne sono ulteriormente certo), senza obblighi o pressioni, nella lenta e meditata successione dei giorni, riflettendo in esclusiva, sugli "scalini della vita": percorso inevitabile per tutti, siano questi ricchi o poveri, sapienti o illetterati, inermi o potenti. Bergomi aveva compreso ogni cosa di queste regole semplici (gli uomini però le disconoscono, afferrandosi agli splendori finti dell'effimero, per "fotografarsi" diversi), e lo tracciava in pittura, uguale che nella "Casa" dell'esistenza quotidiana.
Vivere come si dipinge, ovvero.... dipingere come si vive, è nel contempo civismo, dovere, religione e giustizia bilanciata: i termini di Dio e dell'Uomo, da sempre dettati, ma ogni volta disattesi, perché gli "idoli" dell'opulenza, muovono più delle coscienze.
Giacomo non ci sentiva dall' "orecchio della convenienza", che illude e male consiglia.
Egli credeva nelle ricchezze vere, quelle che mai tradiscono e nemmeno... offendono l'anima. I suoi colori ed i temi che trattano, sono stati fin dal primo colpo di pennello, un profetico "testamento diverità".
Sicuramente i propri paesaggi, le case "vive"... od al contrario colpevolmente "morte", la sua Gente (autoctona o straniera che sia), sono stupendi soggetti dipinti, eppure richiudono nella materia qualcosa di più.
C'è una parte interna, un "nocciolo umano", che fa pensare (e pentire), per tutto ciò che si è perso, con l'imperdonabile sufficienza del tempo attuale.
Essere pittore e profeta: le "virtù eccellenti" per qualsiasi Artista che voglia lasciare il segno!
Bergomi lo deteneva dalle origini un simile "DNA", e ne ha esercitato le funzioni con istintivo impegno. Non andrebbero solo esposti alle pareti i suoi quadri: sarebbe, al contrario, giusto tenerli al nostro fianco, appoggiati vicini, perché ci guidino, o quanto meno ci dicano le cose che egli provava, obbligandosi poi a tradurle, perché esse potessero insegnare il proprio "Vangelo" agli altri. Che la si chiami così o che la si percepisca nei suoi dettami policromi, la "verità rivelata" di Bergomi è d'obbligo parola di pace e di sognate provvidenze, da consegnare a chi ha bisogno e soffre.
A questo punto, quali aggettivi e che sostantivi, hanno diritto di avere impiego nell'Universo Bergomiano? [...] Eccoli dunque: comprensione, comunanza, dignità, rispetto, amicizia, onore, impegno, coraggio e spiritualità, sono le "parole" di Bergomi, mentre affaticato, dolente, fantasioso, tradizionale, umile, sacrificale, pulito, ossequioso, devoto e fedele le proprie "colorazioni aggettivate" di quei sostantivi.
Che altro manca in tale equilibrio artistico di impensabile valore?
Non mi sentirei d'aggiungere altro. [...]

MAURIZIO QUARTIERI
Modena, ottobre 2007
Da AAVV, Giacomo Bergomi. Il colore dell'incanto, Bergomi e il miracolo delle aristocratiche modestie, 63 opere del Maestro nella Collezione Merlini-Maffoni, Rossana e Samuele Editori, Comezzano (Brescia) dicembre 2007.

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  A Montichiari una mostra permanente, un documentario e un concerto dedicati a Giacomo Bergomi  
  Montichiari: la mostra e il documentario  

  Opere di dubbia autenticita' sul mercato bresciano  
  Il Gruppo Bergomi ha attivato procedure per il censimento dei dipinti e per contrastare la diffusione dei falsi e per promuovere lo studio della produzione del pittore.  

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