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ANTOLOGIA CRITICA DI GIACOMO BERGOMI

GLI INDIOS DELLE ANDE IN UNA MOSTRA DI PITTURA

«È gente dura, montanara, taciturna; al mercato, sottovoce gli "affari"; non una voce alta, come non si volesse turbare il silenzio e la solitudine delle Ande. Dalla loro musica traspare una grande tristezza e malinconia, certamente esprime l'autenticità della loro esistenza, il dolore e la rassegnazione di un popolo in lotta per la sopravvivenza».
Queste sono parole di Giacomo Bergomi, che alla Galleria Delfino di Rovereto, in questi giorni, ci offre il suo sguardo appassionato dentro il cuore delle tribù andine dell'Ecuador (per l'esattezza delle tribù Salazacas e Chibuleos).
Gli uomini, i bambini, le donne di Bergomi hanno dei volti e dei portamenti nei quali sembra condensarsi la sofferenza di un intero popolo. Ma questo è ancora poco, perché, se ci specchiamo in essi con disponibile amore e con intelligenza partecipe, vediamo nei loro occhi anche la nostra sofferenza, ed una pena che appartiene a tutta l'umanità.
E' perlomeno singolare che un artista dedichi la complessità del suo impegno e della sua ricerca alla conoscenza dell'identità di un popolo lontano, senza nessun compiacimento esotico, senza narcisismo intellettualistico, senza pietismo soprattutto, fosse anche riverniciato politicamente.
La pittura di Bergomi è il frutto di un incontro e punta ad esaltare le potenzialità e le ricchezze, dell'incontro, tanto più importante quanto più l'incontro è sia con una storia millenaria, sia con una "moderna" tragedia. Questo popolo degli indios ecuadoriani si trascina nella sopravvivenza e acquista nel segno e nel colore di Bergomi la dignità e il valore di chi conosce, seppure impotente, la propria secolare oppressione.
Questo popolo è chiaramente un atto di accusa vivente contro la civiltà dei bianchi colonizzatori, siano di ieri o di oggi. Questo popolo, grande e sofferente, piccolo e seducente, ci viene quasi fisicamente incontro dai quadri di Giacomo Bergomi.
È una pittura umana e tragica che ci spinge ad uscire dal già detto e dal già fatto della nostra vita quotidiana, che ci invita con il suo segno, tutt'altro che realistico, ma trasfigurante, all'incontro con le tribù andine dei Salazacas e Chibuleos.
Un impegno fuori del comune per un pittore e per una pittura, nel quale il colore e il tratto vanno a formare un quadro di emozioni che si inseguono continuamente in Bergomi ma anche in noi.

MARIO COSSALI
Da "Questotrentino", giugno 1981.

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  Catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  
  E' in atto la catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  

  A Montichiari una mostra permanente, un documentario e un concerto dedicati a Giacomo Bergomi  
  Montichiari: la mostra e il documentario  

  Opere di dubbia autenticita' sul mercato bresciano  
  Il Gruppo Bergomi ha attivato procedure per il censimento dei dipinti e per contrastare la diffusione dei falsi e per promuovere lo studio della produzione del pittore.  

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