QUESTO SITO NON E' PIU' AGGIORNATO DALL'ANNO 2017

IL NUOVO SITO UFFICIALE DI GIACOMO BERGOMI
E' RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO:

WWW.GIACOMOBERGOMI.COM

CLICCA QUI

 


Home
Introduzione al sito
Biografia
Mostre personali
Mostre collettive
Premi e riconoscimenti
Antologia critica
Opere
Esposizioni permanenti
Catalogazione
Memoteca
Notizie
Links
Mailing List
Contatti

 
 
ANTOLOGIA CRITICA DI GIACOMO BERGOMI

... IL MIO PRESEPIO DI QUAND'ERO RAGAZZO...
Il mondo dei semplici nei quadri di Bergomi.

La prima cosa a cui ho pensato guardando queste tavole di Bergomi è stato il mio presepio di quand'ero ragazzo. Era cosi, arroccato, terroso, me lo ricordo come una macchia di ocra e di gialli; le casine di sughero, con le finestre dipinte come occhi, appoggiate su colline di carta da pacchi.
Nella mia incoerente Palestina i pastori dormivano all'ombra di abeti di paglia verde tra i sassi ruvidi che trovavo nel greto del torrente e le pastorelle, lungo la stradina di farina gialla, si avviavano alla capanna dove, quelle inginocchiate, erano già in adorazione di un Bambino Gesù più grande di loro, circondate da enormi pecorelle.
Ricordo il piacere di scartare a metà dicembre i cartocci di giornale dentro cui pastori e pecore passavano tutto l'anno; dalla carta spiegazzata affioravano insieme a loro notizie remote che portavano la data del 7 gennaio, il giorno in cui,
malinconicamente si sbaraccava tutto.
Quelle pastorelle portavano gli zoccoli e i grembiuli delle lavandaie di Bergomi e si affacciavano come loro a una fontana dove l'acqua era uno specchietto su cui io appoggiavo un'oca di terracotta perché nuotasse.
Le porte mi incantano in questi "presepi" di Bergomi: sono quasi tutte socchiuse; è come se l'immagine perdesse la sua definitezza di momento rubato alla realtà e fermato per sempre; quelle porte aperte sul buio lasciano una speranza, il suggerimento di un interno animato dalla presenza costante dell'uomo, dalla vita anche se appena accennata e segreta. O l'intuizione del mistero che sta al di là delle cose.
Un'altra cosa mi è sembrata molto bella nelle figure di Bergomi: la luce. Non è solo una macchia di colore più chiaro, non è placcata o accecante, è calda, vivida, concreta. È la luce di maggio nelle piazze e nelle corti movimentate da una piccola e indaffarata umanità, è il chiarore di ambra che risveglia un paesaggio di case e campanili disuguali, è la penombra raccolta di un portico, è il sole bianco e uniforme sui muri come lo si vede per contrasto quando è rotto da spicchi d'ombra.
È una luce interna ai volti e alle cose e non può essere che così perché i volti, i gesti, gli oggetti di Bergomi parlano continuamente di una realtà vissuta e amata: non vi entrano mai, nè il calligrafismo compiaciuto della riscoperta dei valori semplici della vita; nè la ruvidità trasformata in grottesco. Ma soltanto l'affetto e la malinconia di particolari visti e rivisti tutti i giorni senza per questo essere sbriciolati dalla consuetudine. Anzi, questi particolari sembrano balzare fuori dal ricordo improvvisamente, come se fosse la prima volta, carichi di simboli: la casa, il lavoro, il calore della vita.
Gli zoccoli lasciati sul gradino davanti a casa, il vaso di fiori sbiaditi sotto la finestra, il portone sbrecciato della stalla raccontano con lo stesso linguaggio un amore pacato e discreto.
Nei quadri di Bergomi sento, infine, accanto ai sapori di una campagna nostrana e familiare, certe asprezze dei paesaggi bruciati del Sud, certe atmosfere solari di una Grecia ancora mitica, i cieli favolosi del Sudamerica: ciò è perché la purezza del suo attaccamento alla terra supera i limiti di una dimensione definita di spazio e di tempo ed ogni sua esperienza è sostenuta da un unico spirito affettuoso e caldo.
Mi accorgo allora che non sbaglia l'ultima delle mie associazioni dì idee che mi riporta dai paesaggi di Bergomi al calore, alla secchezza, al silenzio, all'immobilità di un pomeriggio dell'ultima estate quando attraversavo le Murge Pugliesi verso Casteldelmonte, normanno e mediterraneo.

LUCA GOLDONI
Da AA. VV., Bergomi ...Il mio presepio quand'ero ragazzo..., Edizioni del Moretto, Brescia 1983.

  Clicca qui per stampare
  Catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  
  E' in atto la catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  

  A Montichiari una mostra permanente, un documentario e un concerto dedicati a Giacomo Bergomi  
  Montichiari: la mostra e il documentario  

  Opere di dubbia autenticita' sul mercato bresciano  
  Il Gruppo Bergomi ha attivato procedure per il censimento dei dipinti e per contrastare la diffusione dei falsi e per promuovere lo studio della produzione del pittore.  

Sito internet a cura di Work On Web Work On Web: realizzazione siti internet per l'arte E-mail: info@workonweb.it