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ANTOLOGIA CRITICA DI GIACOMO BERGOMI

Fra la precedente produzione pittorica di Bergomi sulla quale m'intrattenni in occasione della recente "personale" a Verona (cfr. "BS", n. 30, ott. 1963) ed il veramente consistente complesso di opere testé esposte a Brescia, vi è un notevole divario. Più mature, ragionate, complete quest'ultime a segnare un'altra decisiva tappa di questo alacre pittore nostro che onora Brescia per la serietà e l'impegno che lo animano e lo sostengono nella non facile ascesa verso una mèta ben definita. Malgrado un populismo evidentissimo, Bergomi non fa della pittura d'istanze o letteraria: e non v'è retorica alcuna neppure in tele quali "Ciechi" e "Passeggiata" ove il pericolo di un simile facile slittamento era più grave. Trovo che, pur conservandone la corposità, Bergomi ha affinato la sua pittura con l'adozione delle velature successive onde ottener gli effetti plastici e tonàli da lui desiderati. E, per chi sappia cos'è tecnica della pittura, il risultato conseguito è là a dimostrar che, per l'artista, la sua non è avventura o, peggio, brancolamento, ma ricerca sistematica e cosciente. Subisce ancora delle influenze Bergomi? Evidentemente sì: ma non sono influenze alle quali sarebbe comunque possibile sottrarsi nella fase di maturazione che il pittore sta, sia pur bruciando le tappe, attraversando. E' materialmente impossibile sottrarsi - mi riferisco alla esperienza greca - a quel pàthos ellenico o ellenicizzante subito d'altronde da quasi tutti maggiori in ogni campo delle arti. La "Contadina greca" ed anche un "Bozzetto di testa" (f. c.) risentono un certo fondo-oro di tradizione bizantina: ma Bergomi disgela però bravamente ed umanizza a suo modo la fredda tradizione, in qualche caso fino ad azzardare con bella disinvoltura, com'avviene col rosso di Marte usato per la manica del fanciullo nella "Famiglia greca". Ed è proprio quest'azzardo pittorico a testimoniare per la validità dell'arte di Bergo¬≠mi. Se anche nel "paesaggio" il modulo non ha subito vistosissime variazioni quanto ad imposta¬≠zione generale, rilevabile comunque l'adozione dallo sfondo paesistico - colline o montagne - per i suoi gruppi di case giocate alle maniera del "Novecento" sironiano, ragionamento che si ripeterà, imprevedutamente, anche in "Amor materno". Rilievo, questo, che nulla toglie - anzi, tutt'altro! - alla validità della pittura, della ottima pittura di Giacomo Bergomi.

JO COLLARCHIO
Da Galleria d'arte, in "Biesse", a. III n. 31, novembre 1963.

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  Catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  
  E' in atto la catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  

  A Montichiari una mostra permanente, un documentario e un concerto dedicati a Giacomo Bergomi  
  Montichiari: la mostra e il documentario  

  Opere di dubbia autenticita' sul mercato bresciano  
  Il Gruppo Bergomi ha attivato procedure per il censimento dei dipinti e per contrastare la diffusione dei falsi e per promuovere lo studio della produzione del pittore.  

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