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ANTOLOGIA CRITICA DI GIACOMO BERGOMI

STRAORDINARIO DISEGNATORE

Sebbene meno conosciuta rispetto ai dipinti, l'opera grafica di Giacomo Bergomi rappresenta un’ampia e straordinaria - sotto il profilo qualitativo - componente dell’intera produzione artistica. Bergomi fu un grande disegnatore. Il segno è profondamente inciso e precede, anche temporalmente, la passione per la pittura. La stessa solidità dei dipinti bergomiani poggia su un forte reticolo disegnativo.
Il dialogo tra gli oli e le carte è pertanto serrato e ininterrotto. Nei disegni, il pittore affronta gli stessi temi scelti per i dipinti: questo sicuramente non stupisce se si ricorda che i soggetti riprendono quelli che il Bergomi ragazzino era solito tracciare sui muri dei bianchi cascinali della pianura bresciana, ripetendoli, una volta cresciuto, durante il servizio militare, sulle pareti della caserma. Nelle carte, Bergomi coglie con maggior rapidità - e con uno sguardo altamente sintetico - la realtà del mondo rurale.
Una realtà che ha la necessità d’essere documentata sotto il profilo poetico, prima di un’ineluttabile estinzione. Un mondo che l’artista vorrebbe proporre come utopia dolcemente regressiva, in grado di ripristinare un orizzonte di valori all’interno di un mondo follemente proiettato nella bolla tecnologica del moderno. Bergomi ripercorre allora il filone che, per secoli, ha caratterizzato tutta la produzione artistica lombarda, in generale, e bresciana, in particolare. Il pittore orceano, pur con grande naturalezza e libertà - e soprattutto attraverso uno stile molto personale - porta avanti un discorso abbracciato dal padre della pittura bresciana, Foppa, elevato a somme vette da Romanino, Moretto e Savoldo e divenuto "poesia degli ultimi" nelle creazioni di un milanese trapiantato nelle nostre terre, il Pitocchetto. Spesso accade che gli artisti si sentano più liberi nel momento in cui abbandonano i pennelli e scelgono il disegno: meno vincoli, maggior rapidità di esecuzione. Quasi una scrittura automatica che consente di individuare, sotto il profilo segnico, il nucleo da cui si diparte il tracciato pittorico. Ed è così che l’amore provato da Bergomi nei confronti del mondo rurale - bresciano, pugliese, greco o andino - appare prepotentemente, scabro e primario, nei disegni, divenendo nucleo scatenante di ogni segno. Come nei pitocchi del Ceruti, l’artista orceano promuove una visione compartecipe rispetto al mondo popolare. Anche in Bergomi si rivela infatti una profonda complicità, la sottolineatura di un convergente sentire. [...] Ma se talvolta l’artista presta maggiore attenzione alla rappresentazione dal vero - con l’osservazione degli amati utensili, raccolti, collezionati, censiti e utilizzati nell’ambito delle composizioni - moltissimi sono i fogli nei quali tutto ha il sapore di un rapido bozzetto creato per catturare un istante fuggitivo di vita contadina, preso per il lembo della memoria. Il colore viene così a perdersi ed il tratto si fa rapido e nervoso, quanto sicuro di sé.
Pochi elementi sono infatti sufficienti a catturare e racchiudere un’esplosione di sentimenti.
I disegni e gli oli non sono accomunati solo dalla presenza ricorrente dei visi dei contadini o dalla testimonianza del lavoro nei campi. Immancabili ritornano i cascinali - più lievi, meno influenzati dall’osservazione monumentale di Carrà -, gli interni vuoti e semplici - quanto profondamente intrisi della ricordanza di un’umana presenza -, le lavandaie e le biciclette.
Il tratto èmolto rapido ed estremamente preciso, portatore di un virtuosismo di resa straordinaria. Nei disegni crescono anche i segni della modernità. [...] Irruzioni che sono osservate con l’aura del prodigio, ma che rappresentano l’ineluttabilità di un processo storico avviato ormai alla cancellazione delle tracce delle origini. Tutto ciò è, al contempo, poesia e realtà. Gli acquerelli, i carboncini ed i pastelli di Bergomi permettono di comprendere e conoscere meglio la produzione e la poetica di uno degli artisti bresciani più significativi e completi del secolo da poco conclusosi. Uno degli ultimi cantori di una realtà che torna ad essere viva attraverso il suo ricordo.

CHIARA BERTOLDI
Da Straordinario disegnatore", Stilearte", a. X n. 91, settembre 2005.

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  Catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  
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  A Montichiari una mostra permanente, un documentario e un concerto dedicati a Giacomo Bergomi  
  Montichiari: la mostra e il documentario  

  Opere di dubbia autenticita' sul mercato bresciano  
  Il Gruppo Bergomi ha attivato procedure per il censimento dei dipinti e per contrastare la diffusione dei falsi e per promuovere lo studio della produzione del pittore.  

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