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ANTOLOGIA CRITICA DI GIACOMO BERGOMI

Decisamente, Giacomo Bergomi, il giovane e ottimo Artista bresciano venuto di recente ad esporre le sue ope­re a "Il Camino" di Via del Babuino, è il "pittore del dramma umano"; il narratore umano, triste, attraverso la sua "tela", della miseria che affligge la gente povera, del dramma che affligge il cieco, il ricoverato all'Ospizio, della triste esistenza di creature colpite dalla malasorte.
Bergomi, che a Roma è tornato per la seconda volta (nel 1956 ottenne il "Premio Acquisto" alla Mostra Nazionale d'Arte Sacra), cui ha mostrato opera veramente di rilievo, lavori che hanno un valore artistico da prendersi in seria considerazione, sia per la particolarità della composizione che per la profondità di sentimenti, e soprattutto ha dimostrato di essere un Artista di grande temperamento e di indicativa sensibilità. Quell'alone di poetica tristezza che avvolge la sua tela, ed anche quella sfumatura di sarcasmo che appare in certi suoi lavori è di sapore triste, nasconde, o meglio mette in luce, tutto un profondo e sensibile sentimento di umanità e d'amore: di pietà verso cose e creature che hanno bisogno di un sostenuto morale forse più che materiale, di una voce amica prima di un aiuto non disinteressato, di un calore umano.
L'Artista, poi, compone in un modo del tutto personale, alla maniera forte e incisiva, e predilige il nero e il bian­co con vena di grigio, su figure e pae­saggi sempre in primo piano, con concessione ad altri colori. La sua pennellata, dicevamo, è alla maniera forte, ma armoniosa, di grande efficacia di piacevole effetto; tanto da non potersi dire di lui che sia "espressionista", nel senso specifico della parola, perchè è anche " impressionista". Sulla sua tela, cioè, troviamo l'uno e l'altro in felice connubio, come il "Pagliaccetto" dove l'impressionismo della figura cede il posto all'espressione intensa del volto e della cornice che circonda la composizione in primo piano; come in "La fame soddisfatta", una gura di vecchio davanti a un piatto su tavola scarna intensa di sentimenti e realtà; in "Lavandaie", due donne al faticoso lavoro del bucato in una grotta, o sottoscala; in "La casa di Dio" (un ricovero per vecchi), quattro figure in triste e meditativa attesa; in "Abitazioni in Ostuni", un gruppo di case di misero aspetto; e in "Pescatorello", una figura di ragazzo con cesto senza pesce in triste attesa (forse che cessi la burrasca e torni la buona pesca), dove tutto è impresso ed espresso con uguale intensità e valentia dal giovane artista. La pittura del Bergomi ha l'impronta del reale, come certe sue figure di tono meno triste, ad esempio "Parroco paesano" e "Il fagotto del bucato", con concessione espressionistica, o viceversa, come in quelle case di maggiore espressionismo "Cortile triste", "Dimore decrepite", e paesaggi "Rocca sullo sperone" e "Arabesco degli ulivi".

CASSIUS
Da Pittori alla ribalta. Giacomo Bergomi, in "Attualità della settimana", a. VI n. 40-41, Roma 30 novembre 1962.

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  Catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  
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  A Montichiari una mostra permanente, un documentario e un concerto dedicati a Giacomo Bergomi  
  Montichiari: la mostra e il documentario  

  Opere di dubbia autenticita' sul mercato bresciano  
  Il Gruppo Bergomi ha attivato procedure per il censimento dei dipinti e per contrastare la diffusione dei falsi e per promuovere lo studio della produzione del pittore.  

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