QUESTO SITO NON E' PIU' AGGIORNATO DALL'ANNO 2017

IL NUOVO SITO UFFICIALE DI GIACOMO BERGOMI
E' RAGGIUNGIBILE ALL'INDIRIZZO:

WWW.GIACOMOBERGOMI.COM

CLICCA QUI

 


Home
Introduzione al sito
Biografia
Mostre personali
Mostre collettive
Premi e riconoscimenti
Antologia critica
Opere
Esposizioni permanenti
Catalogazione
Memoteca
Notizie
Links
Mailing List
Contatti

 
 
ANTOLOGIA CRITICA DI GIACOMO BERGOMI

LA POETICA DI BERGOMI

La mia ammirazione per il pittore Bergomi, non proviene da una lunga frequentazione, ma da assidui incontri con le sue opere presenti nella collezione Merlini Maffoni, assai rappresentativa dell'intera produzione dell'artista. Uomo solido della bassa bresciana, egli mette in evidenza fin dagli inizi le caratteristiche di semplice, calda e solida umanità e di attaccamento alla sua terra. L'amore per la quotidianità delle cose fatue esposte al fluire silenzioso e ineluttabile del tempo, sono doti tipiche che Bergomi condivide con tutti i creativi, pittori, scrittori, registi e poeti che, nati nella piana, ne hanno ereditato e celebrato le tradizioni culturali, nell'intento di comporre, esaltare e mitigare insieme, le dicotomie e distonie della convivenza sociale. Attento alle realtà più umili, colte nel divenire senza sosta delle attività contadine, le ferma sulle sue tele e, filtrate da una luce polverosa, le trasferisce per sempre nel regno dei miti. Non dipinge il nuovo che non ha storia, ma il presente, vecchio d'esperienza e scavato dall'impasto terroso e denso, tra ombre e luci, dei suoi colori. Cerca di smuovere l'inamovibile, persino le case saldamente piantate a terra; lavandaie e contadini sembrano entrare e uscire dalle sue tele, e scavalcando la cornice, prendere possesso dell'ambiente circostante. Figure femminili robuste e piene di dignità, accanto a fragili profili di ragazze prese da malinconica attesa. Nel suo apparente realismo, s'insinua la forte azione interpretativa tesa a quell'astrazione simbolica che si chiama poesia, senza la quale ogni forma sedicente artistica nasce morta dalle mani stesse dell'artefice. Si muovono i personaggi con dignità, con gesti quasi sacrali, che l'abile pennello fa emergere e che la luce sfalda nella terra fertile, ocra e grassa che si estende palpitante sino alle rive del grande fiume. Le sieste intercalano il duro lavoro per un recupero di forze, per ricaricare la molla del trenino. Con l'esperienza sudamericana, i contadini bresciani mettono le vesti degli equadoregni: stessa fatica, stesse povertà e dignità sotto altro cielo e diversa altitudine. Anche quando il volume delle cose s'appiattisce e il linguaggio pittorico balbetta, l'approccio alla realtà rimane ricco e intenso di stupore; sembra di udire i rumori dei carri in movimento, sentire il profumo dei fiori di campo, l'odore dell'erba tagliata e quello acre del letame sparso. I calcinacci ammucchiati dietro le cascine, hanno il colore della terra arsa dal sole. Tutto è vita della sua vita, carne della sua carne, storia della sua storia, viaggio nei suoi viaggi gitani dietro le carovane che vanno senza sosta tra i ruderi di antichi monasteri. Come di ogni vero artista, che affascina è il suo lato oscuro: ciò che voleva essere e non è stato, ciò che voleva dire e non gli è riuscito di esprimere, nonostante la spasmodica ricerca di un giorno senza ombre, di una notte calda di sole, di un colore e di un segno irraggiungibili, cioè del sogno irreale che ogni artista coltiva: capovolgere la realtà restandovi immerso. Nei suoi quadri luce e oscurità vanno a braccetto, convivono e si esaltano a vicenda in colpi di chiaro estesi e in zone larghe d'ombra. Bianche lenzuola scosse dal vento, che non sono aquiloni di bimbi, bensì manifesti agitati in adesione alle condizioni esistenziali della propria gente, simboleggiano la ricerca del pulito che ognuno ha dentro di sé e che ritrova speculare negli atteggiamenti decisi e sicuri delle figure femminili, peraltro dai lineamenti sommessi e delicati, assai presenti nella sua produzione. Avvolto da un'atmosfera rarefatta d'indicibile contingente quotidianità, da istanti sfuggevoli e fatiche impietrite nel tempo, il suo messaggio d'artista arriva a chiunque lo voglia leggere nei suoi numerosi dipinti e in particolare nella presente collezione. Un inno agli avvenimenti minimi della storia, accorsi e velocemente dimenticati, quasi delle banalità che ti piombano addosso senza preavviso, che s'avverano e subito si sfaldano, come un temporale catartico che minaccia e poi lava un'apparente quiete provvisoria.

ANTONIO BOATTO
S.Stino di Livenza (VE), ottobre 2007
Da AAVV, Giacomo Bergomi. Il colore dell'incanto, La poetica di Bergomi, 63 opere del Maestro nella Collezione Merlini-Maffoni, Rossana e Samuele Editori, Comezzano (Brescia) dicembre 2007.

  Clicca qui per stampare
  Catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  
  E' in atto la catalogazione delle opere di Giacomo Bergomi  

  A Montichiari una mostra permanente, un documentario e un concerto dedicati a Giacomo Bergomi  
  Montichiari: la mostra e il documentario  

  Opere di dubbia autenticita' sul mercato bresciano  
  Il Gruppo Bergomi ha attivato procedure per il censimento dei dipinti e per contrastare la diffusione dei falsi e per promuovere lo studio della produzione del pittore.  

Sito internet a cura di Work On Web Work On Web: realizzazione siti internet per l'arte E-mail: info@workonweb.it